Russamento e Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS)

Si stima che circa un terzo della popolazione italiana soffra di disturbi del sonno. Il più comune tra i disturbi del sonno che coinvolge l’otorinolaringoiatra è rappresentato dalla sindrome delle apnee notturne ostruttive (OSA). L’OSA non è una malattia benigna. Si calcola che un altissimo numero di incidenti stradali involva dei pazienti affetti da OSA. Questi pazienti soffrono inoltre di un’alta incidenza di problemi vascolari cerebrali, scompenso cardiaco e di un tasso di mortalità aumentato quando soffrono di un numero di episodi acneici superiori a 20 per ora di sonno.
La sindrome delle apnea ostruttive nel sonno(OSA) è una malattia complessa, di origine multifattoriale, caratterizzata dalla presenza di ripetuti episodi di ostruzione della via aerea a livello faringeo durante il sonno. L’assenza di flusso aereo combinata con la persistenza dello sforzo respiratorio durante il sonno sta alla base dei danni determinati dalla sindrome. La sede esatta varia da un paziente all’altro ma è più frequentemente a livello della base lingua. La presenza di alterazioni anatomiche che ostruiscono le prime vie aeree (naso, faringe e laringe) e l’obesità rappresentano le principali cause predisponenti. Il paziente è in genere in soprappeso, di età media, maschio e forte russatore. Spesso sono le persone che vivono con questi pazienti che si preoccupano per le interruzioni del respiro. Le conseguenze sono costituite dal russamento abituale, dalla frammentazione del sonno e  dalla ridotta ossigenazione del sangue; col tempo possono insorgere alterazioni del ritmo cardiaco, ipertensione arteriosa e altre complicanze cardiovascolari come aritmie notturne e si può arrivare nei casi gravi al cuore polmonare. I sintomi più frequenti sono il russamento abituale (roncopatia), la sonnolenza diurna eccessiva, le cefalee mattutine, l’ipertensione arteriosa, mutamenti di personalità, la riduzione della memoria e la difficoltà di concentrazione.
La diagnosi di OSAS richiede un accurato studio del sonno che documenti il numero di episodi apneici, le eventuali aritmie associate e la severità del problema. Il trattamento deve essere individualizzato sulla base del risultato delle indagini cliniche e strumentali. Le opzioni terapeutiche possono essere divise in quattro categorie. di tipo medico con identificazione ed eliminazione dei fattori aggravanti ( alcol, sedativi ecc.), diminuzione del peso corporeo se il paziente è in sovrappeso, terapia ventilatoria con l’uso di apparecchi che forniscano l’aria a pressione positiva per forzare l’ostruzione (CPAP).; di tipo chirurgico (disostruzione nasale, riduzione chirurgica del palato molle, come l’uvulofaringopalatoplastica (UPPP), e della base linguale, correzione delle deformità della mandibola (avanzamenti mandibolari); la tracheotomia in rari casi.
La terapia non può prescindere dalla stretta collaborazione tra i vari specialisti coinvolti nella diagnosi e nel trattamento di questo complesso disturbo.

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