“Naso chiuso”

La difficoltà respiratoria nasale è uno tra i problemi medici più frequentemente lamentati. Spesso non c’è una relazione diretta tra entità dell’ostruzione e difficoltà respiratoria lamentata, ne consegue che individui con modeste stenosi lamentano un notevole fastidio e un importante peggioramento della loro qualità di vita me altri con una o entrambe le fosse nasali totalmente ostruite lamentino solo un minimo fastidio. Quest’ultimo evento si verifica in particolar modo nei bambini nei quali l’ipertrofia del tessuto linfatico retronasale, le cosiddette “adenoidi”, è una patologia frequentissima.

Quali sono le cause e i trattamenti della difficoltà respiratoria nasale?

Si riconoscono 4 cause principali:

  • le infezioni naso-sinusali
  • Le alterazioni strutturali delle fosse nasali
  • le allergie (rinite cronica allergica)
  • la rinite vasomotoria (rinite cronica non allergica)

le infezioni acute del naso determinano congestione, produzione di secrezioni catarrali, e, quando i seni paranasali sono particolarmente interessati, dolore lateralmente al naso, alla fronte e dietro gli occhi. Va detto che tutte le infezioni nasali comprendono anche i seni paranasali. L’interessamento sinusale può poi diventare quello predominante e che determina la sintomatologia principale.

Le infezioni croniche, la rinosinusite cronica, in genere non sono particolarmente dolorose e la sintomatologia predominante è l’ostruzione nasale e il catarro retro-nasale.

Le cause strutturali sono rappresentate dalle deformità congenite e acquisite del setto nasale e/o della piramide nasale. Va detto che alcune deformità presenti nei bambini si determinano alla nascita. Circa il 7% dei neonati subisce un trauma nasale con lussazione del setto nasale che, se riconosciuto, potrebbe essere curato con una semplice manovra di riposizionamento del setto nella posizione mediana. La maggior parte delle deviazioni nasali si sviluppano peraltro durante l’accrescimento o per effetto di traumi successivi.

Nei bambini la causa principale di stenosi nasale è comunque rappresentata dalla ipertrofia adenoidea. Non vanno peraltro trascurati i corpi estranei nasali che i bambini tendono a infilarsi nel naso. In quest’ultimo caso l’ostruzione è in genere monolaterale e si accompagna ad abbondante fuoriuscita di catarro infetto.

Alterazioni strutturali possono poi interessare i turbinati. Quelli inferiori possono presentarsi di dimensioni aumentate e quelli medi possono essere pneumatizzati, la cosiddetta “conca bullosa”.

L’ipertrofia può anche essere conseguente a l’uso prolungato di decongestionanti nasali. Il trattamento delle stenosi su base strutturale è necessariamente chirurgico e consiste nella correzione funzionale del setto nasale (settoplastica) cui può associarsi una correzione della piramide (settorinoplastica) e riduzione dei turbinati (turbinoplastica)

 

Le allergie nasali possono essere di due tipi, stagionali come le allergie ai pollini e quelle perenni come l’allergia agli acari della polvere. Il contatto dell’allergene con le mucose nasali provoca congestione delle mucose, in particolare dei turbinati che si ingrossano provocando stenosi nasale.

In alcuni casi il trattamento dell’allergia può non essere sufficiente a liberare il naso dalla stenosi. In questi casi può rendersi necessario un intervento chirurgico di decongestione dei turbinati. Il trattamento chirurgico può essere indicato anche quando alla allergia si associa la presenza di polipi nasali.

 

Nella rinite vasomotoria è alterato il meccanismo di costrizione/dilatazione dei vasi nasali che determina il volume dei turbinati e delle mucose nasali. Ne consegue che essi non si adeguino più alle variazioni di temperatura e umidità dell’aria e rimangono persistentemente dilatati. Nelle persone anziane questo fenomeno può presentarsi anche come un gocciolamento nasale liquido. Quest’ultimo è sempre bilaterale e va distinto dalle forme di gocciolamento liquido nasale monolaterale che possono essere l’unico sintomo di un passaggio di liquido cerebrospinale nel naso a causa di una fistola o di un’ernia cerebrale. Alterazioni della pervietà dei vasi nasali si verificano anche in altre situazioni come in corso di stress psicologico, disfunzioni tiroidee, gravidanza, uso di alcuni farmaci antipertensivi, esposizione a sostanze irritanti.

La rinite vasomotoria si tratta inizialmente con spray cortisonici, se non risponde a questi si tratta con la riduzione chirurgica dei turbinati.

In conclusione il “naso chiuso” è una condizione determinata da innumerevoli cause e solo un’attenta anamnesi, l’esplorazione delle cavità nasali con o senza l’ausilio della diagnostica per immagini e, talora, l’uso dei test allergici o di provocazione nasale può indicare la causa e il conseguente trattamento.

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